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MISTERO BUFFO

di Dario Fo

con Matthias Martelli
regia Eugenio Allegri

una coproduzione Teatro Stabile di Torino e Teatro della Caduta

in collaborazione con

Teatro Fonderia Leopolda e Comune di Follonica

Non siamo più negli anni ’70, il clima nel paese è completamente mutato, non c’è più quel fermento culturale, di lotta politica alta, drammatica, epocale. Eppure la forza di Mistero Buffo è ancora la stessa, perché è un classico del teatro politico universale, fortemente legato al suo autore, Dario Fo.

Mistero Buffo non è il risultato di una ricerca libresca, astratta, sulla cultura popolare nel Medioevo, ma è innanzitutto la possibilità di ritrovare una nuova visione del mondo: quella della storia fatta dal popolo. Vissuta e raccontata dal popolo stesso, in opposizione alla storia ufficiale. In questo contesto “il giullare” era il giornale parlato del popolo. Attraverso la sua voce il popolo parlava direttamente, demistificando il sacro e il potere, utilizzando l’arma del riso e del grottesco. E questo fin dal Medioevo: per questo “Mistero Buffo non è una novità”. Fa parte della cultura europea da secoli. Ed in questo senso Fo recupera anche una delle pochissime tradizioni autentiche del teatro italiano.

Ora Dario Fo non c'è più ma il suo lascito, politico, teatrale e culturale è inossidabile.

 

Il nostro lavoro affonda così le sue radici in una forma di teatro che, attraverso la lingua corporale ricostruita col suono, con le onomatopee, con scarti improvvisi di ritmo, con la mimica e la gestualità spiccata dell'attore, passa continuamente dalla narrazione all’interpretazione dei personaggi, trasformandoli all’occorrenza dal servo al padrone, dal povero al ricco, dal santo al furfante, per riprodurre sentimenti, reazioni, relazioni, e tutte quelle altre cose che fanno, infine quella rappresentazione sacra e profana chiamata Commedia.


Oggi tocca a Matthias riportarli in vita, quei personaggi, e riconsegnarli, se possibile, all'eternità del teatro. A me, uno tra i tanti, non resta che ringraziare Dario Fo, che alla mia vita di attore ed ora regista ha dato tanto, e ringraziare chi ha sostenuto e sostiene un progetto di tale portata: il Teatro della Caduta di Torino, coraggiosa e assai giovane compagnia che si va facendo adulta; il Teatro Stabile di Torino, che in più occasioni, come mi auguro sarà in questa, ha saputo puntare lo sguardo lontano nel tempo e nello spazio; infine il Comune di Follonica, con il Teatro Fonderia Leopolda che da due anni ho l'onore di dirigere.

Eugenio Allegri