Stratroia

ideazione e regia Alice Conti

testo Chiara Zingariello

dramaturg Simone Faloppa

luci, scene, audio e video mapping Alice Colla

in scena Alice Conti

uno spettacolo di ORTIKA

con la complicità di Pop&Low,

Teatro della Caduta Torino, Evoé!Teatro Rovereto, UOT Parma, LAB121 Milano, Sala Ichòs Napoli, Teatro della Contraddizione Milano, Teatro della Caduta Torino, labArca Milano, ZAM, Macao Milano, HER VOICE Londra,

NON UNA DI MENO

Finalista Premio Giovani Realtà del Teatro 2017

 

La piccola comunità di Troiaio viene sconvolta dalla scomparsa della ragazza S.

O almeno questo è ciò che insistono ad affermare i suoi stimati concittadini dal pulpito di un pubblico spettacolo o di un pubblico processo. Una serie di personaggi maschili sfila, la ricorda, la racconta. Come un prisma l'immagine di S. è però sempre diversa, sempre quella che chi parla vuole rimandare: lasciva, pericolosa e inafferrabile.

Qui si racconta di un corpo femminile che è sempre stato definito dall’esterno. Modellato, vestito, svestito, penetrato e lacerato fino a non essere più corpo: un simbolo incarnato di un'identità. Ora quel corpo – cavallo di Troia – non si trova più.

A partire da materiali dalla realtà – gli atti di processo per stupro, la retorica della “follia d'amore” nei femminicidi, i grumi del linguaggio – il gruppo teatrale nomade ORTIKA tenta un'indagine su corpo femminile e potere, uno spogliarello della società sui temi della misoginia e della violenza.

 

Indagine su corpo femminile e potere. O sul corpo femminile e il suo potere.

Si apre un processo per la scomparsa di questo Corpo e un circo di testimoni maschili – un generale, un macellaio, un professore, un povero diavolo – prende la parola, rivelando uno scorcio sulla società stessa che si mette a nudo, e parla di violenza, di pornografia, di vergogna, di misoginia.

Cerchiamo di analizzare l’immaginario sulla donna nella società contemporanea. Immaginario fondato al maschile che orienta in modo spesso inconsapevole i nostri giudizi. Che arma la mano dei cyberbulli, che permette di sminuire la gravità degli stupri. Quali sono le figure archetipiche sulla base delle quali giudichiamo il comportamento sessuale?


Quali sono le figure che fondano l'immaginario sulla donna nella società contemporanea? Prostitute, dimezzatrici d'uomini, pornostar, terroriste. Questi leggendari corpi si fondono in uno – STRAordinario – intorno ad esso le parole degli uomini. Il processo per la scomparsa di questo corpo diventa un processo per stregoneria, un processo a un intero genere.

A partire da materiali della contemporaneità, della Storia, della Filosofia e della Linguistica – gli atti di Processo per stupro del 1979, Dell'arte di trattare le donne di Schopenhauer, la retorica della “follia d'amore” e i copioni dei femminicidi, i grumi misogini del linguaggio, i proverbi della tradizione, Cappuccetto Rosso di Perrault, il trattato medico Ninfomania di Bienville, Dell'arte di trattare le donne di Schopenhauer, King Kong Girl di Despentes e SCUM Manifesto di Solanas – tentiamo uno spogliarello della società, uno smontaggio della sua lingua.

Un bacino drammaturgico di materiali “dalla realtà” nutre il testo originale di Chiara Zingariello, un tentativo di riscrittura – tragicomico, visivo, fisico, musicale – dell’esistente. In scena un solo corpo e una pluralità di sguardi, di personaggi/maschere.

Il video curato da Alice Colla e mappato su 17 schermi mobili intesse un altro livello di drammaturgia e dialogo con la performer, le luci, la scena e l’audio.

Con il sostegno di

Ass. Teatro della Caduta  - Piazza Santa Giulia, 11 - Uffici: Via Bava, 28 - il Teatro: via Buniva 24 -  10124 Torino  (TO)

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